Incidente mortale sulla seggiovia di Castelrotto

Cadono dalla seggiovia due sciatrici, una è deceduta l’altra ha riportato gravissime lesioni
Gravissimo incidente in Alto Adige sull’Alpe di Siusi.
Cadono dalla seggiovia una sciatrice di 83 anni, Erna Perathoner di Ortisei, impegnata in prima fila nel volontariato, che era insieme ad una amica, Sandra Comploj di anni 68; entrambe sono precipitate per cause ancora in corso di accertamento da una altezza di 7 metri mentre erano trasportate sulla seggiovia quadriposto “Goldknopf”-nella foto ("Punta d'Oro").
Immediate le operazioni di soccorso; sul posto sono intervenuti gli elicotteri Aiut Alpin Dolomites e Pelikan 2, oltre al soccorso alpino ed ai Carabinieri.
Nel terribile impatto con il sottostante manto nevoso ad avere la peggio è stata la sciatrice di 83 anni che è deceduta pressochè sul colpo mentre l’altra sciatrice ha riportato gravissime lesioni ed è stata trasportata in codice rosso all’Ospedale di Bolzano, dove è ricoverata nel reparto di rianimazione a causa di un grave politrauma: le sue condizioni sono molto serie, ma al momento non sembra correre pericolo di vita.
L’incidente propone ancora una volta il tema della sicurezza in montagna.
Esistono disposizioni normative che pongono a carico del gestore degli impianti una serie di obblighi sulla sicurezza che riguardano non solo le piste di discesa ma anche gli impianti di risalita.
E’ proprio nell’impianto di risalita denominato Goldknopf, dove è accaduto l’incidente, che dovrà concentrarsi l’attenzione della Autorità Giudiziaria inquirente per verificare eventuali irregolarità di funzionamento.
Gli impianti di risalita sono sottoposti a severi controlli che vengono svolti periodicamente da parte dell’USTIF (Ministero dei Trasporti); andrà verificato se qualcosa nel caso dell’incidente avvenuto a Castelrotto non ha funzionato ed in particolare se la sbarra di protezione (che in alcuni impianti si chiude automaticamente) fosse regolarmente posizionata al momento dell’incidente.
Questo incidente richiama alla mente il dramma del Mottarone avvenuto in data 23 maggio 2021 nel comune di Stresa, Lago Maggiore, nel quale, a causa della rottura di un cavo è precipitata la cabina della funivia e morirono 14 persone.
La Redazione
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Aggiornamento del 27 Gen 2024
Indagini in corso per scoprire le cause
Sono in corso di svolgimento le indagini per appurare le cause dell’incidente.
Le due sciatrici, entrambe di Ortisei con esperienza sciistica alle spalle e conoscitrici dei luoghi, dopo aver preso la seggiovia erano giunte all’altezza del terzo pilone ad una distanza di circa 40 m dalla partenza, quando, all’improvviso, sono precipitate nel vuoto.
In quel momento le condizioni meteo erano ottimali e non si registravano colpi di vento o altre particolari condizioni meteo avverse; inoltre l’impianto era in regolare regime di funzionamento e non aveva subito arresti per motivi tecnici.
Difficile in queste condizioni risalire alle cause del terribile incidente ed ai motivi per i quali le due sciatrici sono cadute nel vuoto.
Generalmente, il distacco degli sciatori dal seggiolino per motivi accidentali, avviene il più delle volte in prossimità della partenza, subito dopo aver lasciato il punto di imbarco oppure all’arrivo nel momento dello sbarco.
E’ in queste due fasi, e cioè alla partenza ed all’arrivo, che generalmente si registrano il maggior numero di cadute accidentali degli sciatori per distacco dal seggiolino.
Nel caso dell’incidente di Castelrotto, non si sono invece verificate anomalie nelle operazioni di imbarco e le due sciatrici sono cadute quando avevano già percorso un tratto della risalita e si trovavano a circa 40 metri di distanza dalla stazione di partenza ed a notevole distanza dalla stazione di arrivo.
Con ogni probabilità qualcosa non ha funzionato nel posizionamento della sbarra di protezione; non è escluso che una delle due sciatrici sia scivolata e l’altra, nel tentativo di aiutarla, sia precipitata nel vuoto.
Le indagini in corso faranno piena luce sull’accaduto e potranno appurare le cause dell’incidente.
Il Presidente della Associazione Esercenti Funiviari dell’Alto Adige, Helmut Sartori, raggiunto dalla nostra redazione, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La seggiovia è stata sottoposta a verifica completa la scorsa estate. Il personale tecnico dell’USTIF ha verificato l’idoneità dell’impianto fornendone benestare per il relativo funzionamento; l’incidente è avvenuto in prossimità del terzo pilone, ad una distanza di circa 40 metri dalla stazione di partenza; la procedura di imbarco delle due sciatrici è avvenuto in modo regolare e nessuna anomalia è stata ravvisata dal personale addetto all’impianto”.
La Redazione
Aggiornamento del 16 Feb 2024
Le dichiarazioni del Presidente degli esercenti funiviari dell’Alto Adige
Il Presidente della Associazione Esercenti Funiviari dell’Alto Adige, Helmut Sartori, raggiunto dalla nostra redazione, ha rilasciato la seguente dichiarazione: “La seggiovia è stata sottoposta a verifica completa la scorsa estate. Il personale tecnico dell’USTIF ha verificato l’idoneità dell’impianto fornendone benestare per il relativo funzionamento; l’incidente è avvenuto in prossimità del terzo pilone, ad una distanza di circa 40 metri dalla stazione di partenza; la procedura di imbarco delle due sciatrici è avvenuto in modo regolare e nessuna anomalia è stata ravvisata dal personale addetto all’impianto”.
La Redazione