Sciare Sicuro
Guida · Salute e primo soccorso

Primo soccorso sulla neve

In sintesi

Cosa fare e cosa evitare davanti a un infortunato.

01Interventi di primo soccorso

Per “primo soccorso” si intendono l’insieme di manovre che si applicano senza l’ausilio di attrezzature particolari e che consentono di preservare la vita e di migliorare le condizioni generali della persona che ha subito un trauma o un malore.

È importante prestare soccorso e le prime cure alle vittime di malori o incidenti ricordandosi:

a) Della propria sicurezza e incolumità b) Della necessità immediata, appena valutata la situazione, di chiamare i soccorsi o delegare qualcuno a farlo aspettando conferma dell’avvenuta chiamata (in Italia 118 oppure numero unico dell’emergenza 112)

c) Nell'attesa dei soccorsi non lasciare mai solo l’infortunato, mantenendo la calma e cercando di fare il minimo indispensabile senza andare oltre le proprie capacità per evitare altri danni.

02Organizzazione del soccorso

La normativa prevede che il gestore organizzi un servizio di soccorso pista per il primo soccorso entro i limiti del territorio gestito del comprensorio, ovvero nelle piste segnalate come tali. E’ importante quindi che lo sciatore presti molta attenzione ai cartelli di pista chiusa onde evitare di infortunarsi e sentirsi male in punti non monitorati dai servizi di soccorso del comprensorio.

Compito di tali servizi è di allertare il 118 effettuando un primo soccorso, e di attendere, se necessario, l’arrivo dei sanitari in loco per il trasferimento in elisoccorso, o di trasportare l’infortunato a bordo pista per consegnarlo al personale delle ambulanze.

Purtroppo, anche per quei comprensori che possono vantare decine di migliaia di presenze nei giorni di punta, non è previsto l’obbligo della presenza di sanitari dedicati al soccorso piste ed in Italia soltanto in alcune stazioni esistono medici sulle piste che si dedicano al soccorso. Nella maggior parte dei casi i servizi di soccorso piste non sono gestiti dal Servizio Sanitario, pertanto, trattandosi di Associazioni privare, può essere chiesto il relativo pagamento o un eventuale contributo alle spese.

Inoltre, spesso vengono a vario titolo proposte soluzioni di gestione dell’infortunio (più che del malore), che prevedono la necessità di effettuare la prima diagnosi in un centro traumatologico locale, che abitualmente è un centro privato, per cui è opportuno informarsi preventivamente, pena sorprese anche per le tasche più facoltose, sul listino prezzi delle varie prestazioni ed anche sulla tipologia di accertamenti che possono essere effettuati.

03Intervento di primo soccorso

La prima azione da fare è quella di valutare la scena dell’evento per capire se questa sia sicura oppure possa mettere a rischio anche l’incolumità del soccorritore oltre a quella dell’infortunato (posizione di intralcio e pericolo per l’attesa del medico, rischio valanghe, frane, ghiaccio, fulmini, vento). E’ importante non mettere a repentaglio la propria incolumità, mantenere la calma senza farsi prendere dal panico e non eseguire interventi superiori alle proprie capacità.

Nessuna iniziativa deve essere assunta senza aver prima valutato la situazione e soprattutto senza avere specifiche competenze.

La priorità sarà quindi sempre la sicurezza per se stessi, per le persone presenti e per l’infortunato.

Occorre controllare ed essere certi che non vi siano pericoli, se è possibile, a seconda delle proprie capacità e competenze, eliminare le fonti di potenziale pericolo per gli altri sciatori, per sé stessi e per la persona infortunata o con malore; se l’ambiente non è sicuro e non si hanno le capacità, si attende l’arrivo dei soccorsi.

La pista è un ambiente definito “altamente evolutivo” in quanto è sempre in essere un potenziale repentino cambiamento delle condizioni, e quindi bisogna essere molto prudenti.

Prima di muoversi bisogna controllare la visibilità del luogo dell’evento onde evitare di essere travolti da altri sciatori che sopraggiungono.

Di solito si posizionano gli sci a croce a monte dell’infortunato per segnalare l’incidente; ma questo può non bastare e pertanto può esser utile che qualcuno si posizioni più a monte per fare segnalazioni. E’ necessario controllare quanto sia ripido il pendio e la compattezza della neve in modo da evitare che lo sciatore soccorso e il soccorritore scivolino improvvisamente verso il basso. E’ assolutamente necessario verificare di non essere sotto pendii esposti (rischio valanga), o in prossimità di elementi naturali quali dossi e scarpate che potrebbero generare situazioni pericolose.

Occorre poi cercare di valutare la gravità dell’infortunio.

Per determinare un precoce riconoscimento dei segni che possano far comprendere che si tratti di un emergenza il sanitario, forte del suo bagaglio di competenze analizza la situazione valutando qualitativamente e quantitativamente tutta una serie di parametri. Al cittadino, nel nostro caso lo sciatore, o anche un addetto al primo soccorso, questo non può essere richiesto, tuttavia in letteratura vi sono tutta una serie di elementi detti “i segni indiretti di allarme” che normalmente vengono insegnati nei corsi di prima emergenza per aiutare a riconoscere situazioni potenzialmente pericolose per la vita.

Si ricordano i più importanti

-nel trauma tutte le cadute con dinamica rilevante (ovvero che non possono essere ritenute prive di una potenzialità lesiva) con o senza lesioni evidenti e segni di parametri compromessi; traumi cranici, traumi facciali con le connesse potenziali lesioni cervicali e lombari, traumi toracici, addominali (anche considerando l’azione del bastoncino), trauma del bacino, e i traumi delle ossa lunghe.

Ovviamente nel trauma, a parte la dinamica e le lesioni, contano i segni che possano far pensare ad una compromissione dei parimenti fondamentali ovvero una presunzione di assenza o alterazione della coscienza (la pienezza della capacità di rispondere e di essere presente dell’individuo) con connessa la capacità di gestione dell’ingresso dell’aria nelle vie aeree superiori, del respiro (affaticamento degli atti respiratori o una dichiarazione di “mancanza di fiato”), e degli aspetti relativi alla circolazione.

  • nel malore si deve prestare attenzione e controllare come prima cosa la presenza o meno di risposta del soggetto (se è vigile) e la presenza o meno dei movimenti respiratori, non meno importanti sono poi segnali di soffocamento con stridore al respiro e colorito bluastro della faccia; occorre poi verificare il grado di vigilanza (se il soggetto risponde); l’alterazione del livello di coscienza (ovvero la capacità del soggetto di sapere sempre come si chiama, dov’è, la data del giorno, ricordare bene cosa gli è accaduto (assenza di amnesie); i problemi respiratori (quali senso di fame d’aria o presenza di affanno), l’aspetto esteriore (una cute pallida e sudata fredda per quanto riguarda il circolo); tutti i dolori forti, ma in particolare quelli al centro del torace (si considera particolarmente pericoloso un dolore toracico forte e costante che non varia con i movimenti e gli atti respiratori, descritto come un peso, un bruciore, trafittivo o costrittivo, con le sue tipiche irradiazioni, al collo alle braccia, interscapolare, alla bocca dello stomaco; elemento di riconoscimento di questo dolore è la costanza e l’intensità); infine dovrebbe essere esclusa un’eventuale comparsa di inabilità (difficoltà di parola, un braccio una gamba che improvvisamente il soggetto non muove al meglio).

Appena possibile, dopo aver compiuto una prima valutazione del o degli infortunati, è necessario effettuare una chiamata di emergenza (in Italia, chiamando il 118 oppure il numero unico dell’emergenza 112); se non siamo noi a farlo direttamente, individuare una persona che lo faccia e che ci dia conferma dell’avvenuta chiamata e dell’imminente arrivo dei soccorsi. Le operazioni che chiunque è obbligato a svolgere in questi casi sono esclusivamente: avvisare le autorità spiegando in dettaglio dove ci si trova ed attendere l’arrivo dei soccorsi .Oltre a ciò, se si hanno le conoscenze necessarie, si potranno mettere in atto semplici manovre di primo soccorso, aventi lo scopo di prevenire il peggioramento di ferite o malesseri, ed in alcuni casi risolvere situazioni che mettono in pericolo la vita dell’infortunato.

Limitarsi ad eseguire solo lo stretto indispensabile e ciò di cui siamo realmente capaci; spesso con l’ansia di voler fare qualcosa ad ogni costo, si rischia di peggiorare la situazione anziché essere di aiuto.

Altra azione fondamentale è quella di allontanare le persone curiose o che posso essere di intralcio; cercare di capire la dinamica dell’incidente, rassicurare l’infortunato se è cosciente (soccorso psicologico), evitare commenti sul suo stato anche se pare incosciente.

04Azioni da evitare nella fase di primo soccorso

Nella fase di primo soccorso occorre assolutamente evitare di correre rischi personali, farsi prendere dal panico (con il conseguente pericolo di azioni inconsulte o poco ragionate), agire senza il consenso dell’infortunato (salvo casi di grave necessità), dare medicinali, effettuare diagnosi o eseguire manovre di competenza medica, considerare morto l’infortunato (solo un medico può constatare il decesso); ciò premesso, nel tentativo di prestare soccorso, occorre assolutamente evitare di entrare in contatto con liquidi biologici (sangue, vomito, saliva, etc) dell’infortunato (potrebbero essere veicolo di malattie infettive); se possibile usare guanti protettivi o un sacchetto di plastica ed in ogni caso prestare attenzione agli oggetti taglienti e lavarsi le mani subito dopo il soccorso.

Se presenta emorragie esterne è utile tamponarle con un indumento o con un panno cercando di praticare una leggera pressione.

Evitare di stringere cinture o lacci alla base degli arti ovvero a monte del sanguinamento perché possono causare danni a strutture nervose, muscoli e vasi sanguigni. Evitare anche di mettere la neve a contatto con la pelle perché la bassa temperatura del ghiaccio potrebbe causare delle ustioni da freddo.

Non spostare l’infortunato, a meno che non esistano motivi gravi per farlo (come ad esempio nel caso in cui occorra praticare una rianimazione cardiopolmonare o sussista un grave pericolo immediato).

Questo vale in modo particolare se si sia verificata una caduta o altri tipi di trauma che possano aver causato delle fratture di qualsiasi tipo: un arto fratturato non immobilizzato, spostato bruscamente, può provocare un’emorragia interna di tipo arterioso o lesioni ai muscoli, tendini o nervi, mentre lo spostamento di un infortunato che ha riportato lesioni alla colonna vertebrale si traduce in danni permanenti o morte nel caso di lesione alle vertebre cervicali. Cercare quindi di staccare gli sci, se ancora attaccati allo scarpone, senza muovere troppo l’arto, limitarsi ad allentare gli scarponi senza rimuoverli, cercare di mantenere in asse testa, collo e colonna vertebrale.

Qualora sia ritenuto necessario muovere l’infortunato le posizioni corrette sono le seguenti:

* se ha difficoltà respiratoria o dolore toracico ed in assenza di uno stato di shock, va messo in posizione semi seduta; devono essere slacciati indumenti troppo stretti.

* se ci sono i segni di shock, e dopo episodi di breve svenimento, è indicata la posizione antishock (paziente steso con le gambe sollevate).

* se è incosciente, o potrebbe diventarlo, o si temono problemi di ostruzione delle vie aeree è indicata la posizione laterale di sicurezza (la posizione deve essere stabile, deve essere una posizione laterale con la testa rivolta verso il terreno e senza pressione sul torace che possa ostacolare la respirazione).

non dare MAI da bere all’infortunato incosciente ne tantomeno ad uno cosciente. In linea di massima bere non è mai un urgenza. MAI somministrare bevande alcooliche in caso di ipotermia (l’alcool peggiorerebbe ulteriormente la situazione).

In particolare

Gestione del paziente incosciente (non in seguito ad infortunio traumatico) e del sospetto arresto cardiorespiratorio (non in seguito ad infortunio traumatico).

Attenzione: mai mettere un infortunato incosciente seduto (la testa gli cadrebbe in avanti e non respirerebbe più e mai lasciare un infortunato incosciente in posizione supina (la lingua cadrebbe all’indietro occludendo le vie aeree).

Se l’infortunato risponde bisogna lasciarlo nella posizione in cui si trova assicurandosi che non vi siano ulteriori pericoli, cercare di capire bene cosa sia successo, chiamare il 118 o 112, coprirlo ed attendere l’arrivo dei soccorsi, rivalutandolo regolarmente.

Se l’infortunato non risponde, chiamare subito i soccorsi e per chi è addestrato iniziare le manovre di rianimazione cardio-polmonare (utile nel paziente incosciente vittima di valore ma non di trauma la posizione laterale di sicurezza).

Evitare sempre nel tempo necessario all’arrivo dei soccorsi che l’infortunato vada in ipotermia. Fondamentale quindi è coprire adeguatamente l’infortunato utilizzando una giacca (se possibile una metallina - coperta termica - ponendo il lato argentato verso il corpo della vittima).

In conclusione è importante prestare soccorso e le prime cure alle vittime di malori o incidenti, ricordandosi della propria sicurezza ed incolumità, della necessità immediata, appena valutata la situazione, di chiamare i soccorsi o delegare qualcuno a farlo aspettando conferma dell’avvenuta chiamata (in Italia 118 oppure numero unico dell’emergenza 112). Nell’attesa dei soccorsi non lasciare mai solo l’infortunato, mantenendo la calma e cercando di fare il minimo indispensabile senza andare oltre le proprie capacità per evitare altri danni.

05Prevenzione: consigli e suggerimenti

Al fine di conoscere al meglio il comprensorio sciistico che si sceglie da un punto di vista di prevenzione e trattamento dei malori e degli infortuni durante l’attività sciistica si consiglia di verificare quanto segue:

a) se sulle piste sono stati allocati i defibrillatori.

b) se il soccorso pista sia composto anche da sanitari, e se è previsto l’intervento di personale in grado di praticare l’ALS, il PTC e un efficace terapia del dolore.

c) se il gestore pubblica sul sito le procedure in uso al soccorso pista (un’eventuale pubblicazione è sinonimo di rispetto dell’utente) e se tale servizio è a pagamento.

d) quali siano i centri locali sanitari e cosa offrono (verificare le tariffe praticate), e quali siano gli ospedali pubblici più vicini.

e) la copertura assicurativa garantita dalla polizza che si acquista con lo skipass o quella proposta dai tour operator, verificando in particolare le clausole relative all’attivazione.

Dr. Simone Di Giorgi (Resp.le Soccorso piste Olimpiadi 2006)